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	<title>Sta per nascere il mio bambino</title>
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	<description>Il blog dedicato al travaglio, al parto e alla nascita</description>
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		<title>Il Primo Giorno di Scuola</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 10:45:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dottoressa Giacinti</dc:creator>
				<category><![CDATA[La rubrica della psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[ansia separazione]]></category>
		<category><![CDATA[genitori-figli]]></category>
		<category><![CDATA[ingresso scuola]]></category>
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		<category><![CDATA[scuola infanzia]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari genitori,
oggi affronteremo un delicatissimo passaggio evolutivo del bambino e dei genitori: l’ingresso a scuola (nido o dell’infanzia).
Avete mai riflettuto sull’importanza della scuola per la crescita del vostro bambino?
Il suo sviluppo cognitivo, relazionale, psico-sociale e psico-motorio, infatti, accresce e si consolida tramite l’interazione con altri bambini, con il gioco e con la relazione con adulti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="../wp-content/uploads/2012/04/clip_image0021.jpg"><a href="http://blog.corsopreparto.com/wp-content/uploads/2012/04/clip_image0022.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-793" style="border: 0pt none; margin: 0px 5px;" title="clip_image002" src="http://blog.corsopreparto.com/wp-content/uploads/2012/04/clip_image0022.jpg" alt="" width="94" height="98" /></a></a>Cari genitori,</p>
<p>oggi affronteremo un delicatissimo passaggio evolutivo del bambino e dei genitori: l’ingresso a scuola (nido o dell’infanzia).</p>
<p><strong>Avete mai riflettuto sull’importanza della scuola per la crescita del vostro bambino?</strong></p>
<p>Il suo sviluppo cognitivo, relazionale, psico-sociale e psico-motorio, infatti, accresce e si consolida tramite l’interazione con altri bambini, con il gioco e con la relazione con adulti diversi da quelli familiari.</p>
<p><strong>Come vivono mamma e papà questa nuova fase evolutiva?</strong></p>
<p>Spesso, non molto bene! Andare a scuola, infatti, equivale ad un primo distacco dalla famiglia e soprattutto dalla madre, con implicazioni emotive ed affettive particolarmente intense. Vedere il proprio figlio allontanarsi da casa ed entrare in relazione con persone nuove senza la supervisione del genitore, infatti, può essere vissuto con sentimenti d’ansia e di preoccupazione.</p>
<p>Per facilitare questo distacco, sarebbe fondamentale che esso avvenisse in modo graduale ed in stretta comunicazione e collaborazione tra i genitori e le maestre.</p>
<p><strong>A cosa serve questa costante comunicazione?</strong></p>
<p>La scuola prosegue ed amplifica le competenze che il bambino ha sviluppato in famiglia, valorizzandone la personalità e promovendo un percorso finalizzato alla conquista della sua identità ed autonomia.</p>
<p>In particolar modo, la reciproca collaborazione tra scuola e famiglia permette al bambino di raggiungere i seguenti obiettivi:</p>
<p>1)      <span style="text-decoration: underline;">maturazione dell’identità</span>: rafforzamento dell’identità personale del bambino da un punto di vista corporeo, intellettuale e psicologico, tramite la promozione di una vita relazionale sempre più aperta e tramite il potenziamento delle competenze cognitive;</p>
<p>2)      <span style="text-decoration: underline;">conquista dell’autonomia</span>: sviluppo di capacità di orientamento e di scelte autonome in contesti relazionali e normativi diversi da quello familiare;</p>
<p>3)      <span style="text-decoration: underline;">sviluppo della competenza</span>: sviluppo e consolidamento di abilità sensoriali, percettive, motorie, linguistiche ed intellettive.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Qual è l’importanza di questi obiettivi?</strong></p>
<p>Tutte queste nuove competenze evolutive permetteranno al bambino di gettare le basi per diventare un soggetto attivo e responsabile della propria vita … grazie anche al sostegno di mamma e papà che, anche se con molta “fatica” e “sofferenza”, hanno permesso al proprio bambino di diventare un adulto in grado di relazionarsi con il mondo in modo autonomo e funzionale!</p>
<p><strong>E i genitori?</strong></p>
<p>Generalmente dopo un primo periodo di stress, i genitori sono in grado di affrontare questo delicato passaggio evolutivo senza conseguenze per il bambino. Nel caso invece in cui, esiste una difficoltà al distacco particolarmente intensa, è consigliato richiedere un sostegno esterno per aiutare i genitori in questo passaggio e, di conseguenza, permettere al bambino di affrontare questa fase evolutiva senza particolari “traumi”.</p>
<p>E voi … volete raccontarci la vostra esperienza?</p>
<p>Buona navigazione!</p>
<p>Dott.ssa Michela Giacinti</p>
<p>Psicologa-Psicoterapeuta</p>
<p>giacinti.michela@gmail.com</p>
<p><a href="http://www.michelagiacinti.it/">www.michelagiacinti.it</a></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><a href="http://blog.corsopreparto.com/wp-content/uploads/2012/04/clip_image0021.jpg"><br />
</a></p>
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		<title>La Famiglia con bambini</title>
		<link>http://blog.corsopreparto.com/la-famiglia-con-bambini/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 11:05:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dottoressa Giacinti</dc:creator>
				<category><![CDATA[La rubrica della psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[bambini piccoli]]></category>
		<category><![CDATA[competenze bambino]]></category>
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		<description><![CDATA[Cari genitori,
proseguiamo il nostro viaggio tra le diverse fasi del Ciclo Vitale della Famiglia.
Chi di voi ha un bambino piccolo (3-5 anni)? Quali sono i compiti evolutivi che dovete affrontare e quali le difficoltà?
I bambini vanno incontro a molteplici trasformazioni sotto tutti i punti di vista: fisico, cognitivo, affettivo e relazionale. Questo processo si sviluppa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.corsopreparto.com/wp-content/uploads/2012/04/famiglia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-779" style="border: 0pt none; margin: 0px 5px;" title="famiglia" src="http://blog.corsopreparto.com/wp-content/uploads/2012/04/famiglia.jpg" alt="" width="121" height="114" /></a>Cari genitori,</p>
<p>proseguiamo il nostro viaggio tra le diverse fasi del Ciclo Vitale della Famiglia.</p>
<p><strong>Chi di voi ha un bambino piccolo (3-5 anni)?</strong> Quali sono i compiti evolutivi che dovete affrontare e quali le difficoltà?</p>
<p>I bambini vanno incontro a molteplici trasformazioni sotto tutti i punti di vista: <strong>fisico</strong>, <strong>cognitivo</strong>, <strong>affettivo</strong> e <strong>relazionale</strong>. Questo processo si sviluppa prevalentemente in famiglia, sotto la guida dei genitori per poi completarsi ed arricchirsi con l’ingresso a scuola e tramite le relazioni tra pari. Per un sano e funzionale sviluppo del bambino, dunque, è fondamentale che la famiglia trasmetta un senso di coesione ed unità familiare, riconoscendo e promuovendo il continuo sviluppo di nuove competenze ed abilità. E’ fondamentale che i genitori riconoscano nel bambino una persona diversa e distinta da loro stessi, un individuo con le proprie competenze, i propri gusti e desideri, favorendo in questo modo lo sviluppo di un individuo autonomo e sicuro di sé.</p>
<p>In particolar modo i compiti evolutivi dei genitori in questa fase sono i seguenti:</p>
<p>-          Come <strong>coppia coniugale</strong>: mantenere confini chiari e distinti tra il sistema coniugale e genitoriale, continuando a investire nella coppia e nei suoi interessi;</p>
<p>-          Come <strong>genitori</strong>: adempiere ai compiti di accudimento e crescita dei figli, aiutandoli a confrontarsi con la realtà extra-familiare e sociale e gestendo in prima persona i rapporti con la scuola;</p>
<p>-          Come <strong>figli</strong>: costruire una relazione sempre più paritaria con i propri genitori, coinvolgendo i nonni nella cura dei nipoti, sempre però nel rispetto dei confini tra la famiglia d’origine e quella attuale.</p>
<p><strong>Cosa ne pensate? </strong>Anche in questa fase i compiti evolutivi da affrontare non sono semplici, vero?</p>
<p>La prossima volta ci concentreremo sullo sviluppo psico-sociale del bambino e l’ingresso a scuola! Se avete domande o suggerimenti non esitate a contattarmi!</p>
<p>Buona navigazione!</p>
<p>Dott.ssa Michela Giacinti</p>
<p>Psicologa-Psicoterapeuta</p>
<p><a href="mailto:giacinti.michela@gmail.com">giacinti.michela@gmail.com</a></p>
<p>www.michelagiacinti.it</p>
<p><img src="file:///C:/DOCUME%7E1/miky/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot-17.png" alt="" /></p>
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		<title>Cosa c&#8217;è nel Latte?</title>
		<link>http://blog.corsopreparto.com/cosa-ce-nel-latte/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 22:24:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ostetrica Fabiola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[Il bambino]]></category>
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		<description><![CDATA[Buongiorno Care Mammine!
Tutti noi sin da piccoli, magari vedendo la mamma o la zia allattare ci siamo chiesti: ma cosa c&#8217;è nel latte? Il latte di ogni mammifero ha diverse caratteristiche specie specifiche, cioè ogni mamma produce un latte UNICO per il suo piccolo! Infatti è ampiamente riconosciuta l&#8217;originalità e l&#8217;unicità del latte materno, basta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.corsopreparto.com/wp-content/uploads/2011/02/allattamento.jpg"><img class="size-full wp-image-376 alignleft" title="allattamento" src="http://blog.corsopreparto.com/wp-content/uploads/2011/02/allattamento.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Buongiorno Care Mammine!</p>
<p>Tutti noi sin da piccoli, magari vedendo la mamma o la zia allattare ci siamo chiesti: ma cosa c&#8217;è nel latte? Il latte di ogni mammifero ha diverse caratteristiche specie specifiche, cioè ogni mamma produce un latte <strong>UNICO</strong> per il suo piccolo! Infatti è ampiamente riconosciuta l&#8217;originalità e l&#8217;unicità del latte materno, basta pensare che il latte cambia la sua composizione durante la poppata e anche tra una poppata e l&#8217;altra nella stessa mamma.</p>
<p>Questa continua modificazione della struttura del latte ha lo scopo di garantire al bambino la completa soddisfazione delle sue esigenze nutrizionali e la stimolazione immunitaria. Tutti i componenti del latte si <strong>adattano alle esigenze del bambino!</strong></p>
<p>Sono presenti nel latte:<em><strong> L&#8217;acqua</strong></em> componente principale!</p>
<p><em><strong>Proteine (</strong></em>0,89g/dl) costituite da <em>caseina</em> (si trova solo nel latte) e <em>sieroproteine</em>(tra cui le Immunoglobuline). Nel latte materno è assente la<em> beta lattoglobulina, </em>proteina allergizzante che invece è presente nel latte di mucca.</p>
<p><em><strong>Lipidi </strong></em> la componente grassa del latte(in media 3,9g/dl) variabile nella poppata e influenzata dalla dieta materna. E&#8217; molto ricco di <em>colesterolo</em>(molto utile al neonato) e di <em>fosfolipidi</em>(importanti per cuore e fegato)</p>
<p><em><strong>Glucidi </strong></em>(zuccheri)<em><strong> </strong></em>in particolare <em>lattosio e oligosaccaridi</em>. E&#8217; ricco di <strong>lattosio</strong> per protezione ad infezioni intestinali, per l&#8217;assorbimento di calcio e magnesio e per la maturazione del Sistema Nervoso Centrale.</p>
<p><em><strong>Minerali; Vitamine</strong></em>(influenzate dalla dieta);</p>
<p><em><strong>Enzimi </strong></em>numerosi nel latte materno, mentre sono quasi inattivi nel latte di mucca.</p>
<p>Ma perchè cambia la sua composizione? Perché il bambino ha bisogno di diversi nutrienti e poi perché il latte deriva dal vostro sangue&#8230;proprio così&#8230;tutto (o quasi) quello che si trova nel sangue della mamma passa nel latte, <strong>è questa la straordinarietà del “Latte di mamma”</strong>. Quindi quello che si mangia, si beve, si respira insomma molte delle sostanze che passano nel sangue arrivano nel latte, per questo è importante un&#8217;alimentazione molto ricca e sana, soprattutto nel periodo dell&#8217;allattamento esclusivo.</p>
<p>In breve si può dire che le cellule degli alveoli che producono la molecola del latte prendono le sostanze per il neonato dal sangue della madre tramite processi fisici e chimici.</p>
<p><strong>Tutto questo è uno dei principali motivi per preferire e promuovere all&#8217;allattamento al seno.</strong></p>
<p>La natura, attraverso la capacità biologica di produrre latte, offre una possibilità in più per proteggere i propri piccoli!</p>
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		<title>I dieci passi per l&#8217;allattamento al seno</title>
		<link>http://blog.corsopreparto.com/i-dieci-passi-per-lallattamento-al-seno/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 16:27:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ostetrica Fabiola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allattamento]]></category>
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		<description><![CDATA[Buongiorno a tutti!
Per rimanere in tema di ALLATTAMENTO MATERNO volevo segnalare un documento importante che può aiutare le future mamme per la scelta del luogo dove partorire.
L&#8217;organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e L&#8217;UNICEF hanno scritto  I DIECI PASSI PER L&#8217;ALLATTAMENTO AL SENO, una dichiarazione congiunta del 1989,  è un decalogo che indica quali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="file:///C:/Users/MGIACI%7E1/AppData/Local/Temp/moz-screenshot.png" alt="" /><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 0px 5px;" title="allattamento seno" src="http://www.blogmamma.it/wp-content/uploads/2011/04/49a253df90b8c_normal.jpg" alt="" width="116" height="77" />Buongiorno a tutti!</p>
<p>Per rimanere in tema di ALLATTAMENTO MATERNO volevo segnalare un documento importante che può aiutare le future mamme per la scelta del luogo dove partorire.</p>
<p><strong>L&#8217;organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e L&#8217;UNICEF</strong> hanno scritto  I DIECI PASSI PER L&#8217;ALLATTAMENTO AL SENO, una dichiarazione congiunta del 1989,  è un decalogo che indica quali misure una struttura sanitaria deve attuare  per essere riconosciuta “Ospedale Amico dei Bambini”.</p>
<ol>
<li><strong>Definire un 	protocollo scritto per l&#8217;allattamento al seno</strong> da far conoscere a 	tutto il personale sanitario</li>
<li><strong>Preparare tutto 	il personale</strong> sanitario per attuare questo protocollo</li>
<li><strong>Informare tutte 	le donne in gravidanza</strong> dei vantaggi e dei metodi di 	realizzazione dell&#8217;allattamento al seno</li>
<li><strong>Mettere i neonati 	in contatto pelle a pelle</strong> con la madre immediatamente dopo la 	nascita e incoraggiare le madri a comprendere quando il neonato è 	pronto per poppare, offrendo aiuto se necessario</li>
<li><strong>Mostrare alle 	madri come allattare</strong> e come mantenere la produzione di latte 	anche in caso di separazione dal neonato</li>
<li><strong>Non somministrare 	al neonato alimenti o liquidi diversi dal latte materno</strong>, tranne 	che su precisa prescrizione medica</li>
<li><strong>Sistemare il 	neonato nella stessa stanza della madre(rooming-in),</strong> in modo che 	trascorrano insieme 24 ore su 24 durante la permanenza in ospedale</li>
<li><strong>Incoraggiare 	l&#8217;allattamento al seno a richiesta </strong>tutte le volte che il neonato 	lo richiede</li>
<li><strong>Non dare 	tettarelle artificiali o succhiotti ai neonati durante il periodo 	dell&#8217;allattamento</strong></li>
<li><strong>Promuovere lo 	stabilirsi di gruppi di sostegno all&#8217;allattamento al seno</strong> ai 	quali le madri possano rivolgersi dopo la dimissione.</li>
</ol>
<p>I punti nascita che sono stati riconosciuti <strong>“Ospedale Amico dei Bambini”</strong> devono attenersi a questi dieci punti e quindi promuovere, incoraggiare e sostenere l&#8217;allattamento materno.</p>
<p>Questo documento può essere utile anche per voi Belle Pance per capire quali sono i passi importanti per avviare un buon allattamento al seno, quindi per voi è possibile andare nella struttura dove avete deciso di partorire e chiedere informazioni sul tipo di assistenza che voi e il vostro bambino riceverete dopo la nascita, informarvi vi permetterà di fare una scelta <strong>consapevole!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La nascita del primo figlio</title>
		<link>http://blog.corsopreparto.com/la-nascita-del-primo-figlio/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 13:04:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dottoressa Giacinti</dc:creator>
				<category><![CDATA[La rubrica della psicologa]]></category>
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		<description><![CDATA[
Care mamme e cari papà,
continuiamo il nostro viaggio nel ciclo vitale della famiglia. Oggi parliamo della nascita del primo figlio. Dalla coppia si passa ufficialmente alla famiglia!
Quali sono i compiti evolutivi della coppia in questa fase del ciclo vitale (M. Malagoli Togliatti, A. Lubrano Lavadera, 2002) ?

Ridefinire la relazione coniugale e le sue modalità comunicative: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="file:///C:/DOCUME%7E1/miky/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot-16.png" alt="" /></p>
<p><a href="http://blog.corsopreparto.com/wp-content/uploads/2012/02/clip_image0022.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-754" style="border: 0pt none; margin: 0px 5px;" title="clip_image002" src="http://blog.corsopreparto.com/wp-content/uploads/2012/02/clip_image0022.jpg" alt="primo figlio" width="85" height="85" /></a>Care mamme e cari papà,</p>
<p>continuiamo il nostro viaggio nel <em>ciclo vitale della famiglia</em>. Oggi parliamo della <em>nascita del primo figlio</em>. Dalla coppia si passa ufficialmente alla <em>famiglia</em>!</p>
<p><strong>Quali sono i <em>compiti evolutivi</em> della coppia in questa fase del ciclo vitale </strong>(M. Malagoli Togliatti, A. Lubrano Lavadera, 2002)<strong> ?</strong></p>
<ul>
<li><strong>Ridefinire la relazione coniugale e le sue modalità comunicative</strong>: una volta diventati genitori, i membri della coppia possono o sentirsi uniti in un compito comune, aumentando la coesione familiare oppure, in caso di difficoltà, possono vivere maggiori conflitti e tensioni derivanti dalle ingenti cure che un neonato richiede. Le due diverse reazioni dipendono molto dal tipo di coppia che si è stata e dalla qualità delle relazioni e della comunicazione tra i coniugi. E’ molto importante che in questa fase la coppia sia in grado di <em>rinegoziare</em> in modo funzionale i confini tra l’essere coppia e l’essere genitori. In parole povere, cercate di coltivare sempre la coppia, perché prima di diventare genitori comunque eravate una coppia di marito e moglie, che deve continuare ad esistere in modo sano e funzionale adattandosi però contemporaneamente alle esigenze del nuovo arrivato;</li>
<li><strong>Diventare genitori:</strong> un compito molto importante è dato dalla “scelta” e dalla negoziazione del tipo di atteggiamento educativo che la coppia dovrà tenere con il figlio. Ne esistono tre tipologie, ognuna delle quali “produce” un attaccamento diverso con la base sicura:
<ul>
<li><span style="text-decoration: underline;">Autoritario</span>: regole rigide e non modificabili imposte con la forza → scarsa fiducia in se stesso del bambino, personalità dipendente, rapporti non soddisfacenti con i genitori e difficoltà nelle relazioni tra coetanei;</li>
<li><span style="text-decoration: underline;">Autorevole</span>: regole non rigide né immodificabili, ma chiare e coerenti, spiegate ai figli, che possono esprimere la propria opinione al riguardo →Il figlio presenta buona fiducia in se stesso, buona autostima e maturità, buoni rapporti amicali e con i genitori;</li>
</ul>
</li>
</ul>
<ul>
<li><span style="text-decoration: underline;">Lassista</span>: nessuna regola, le poche che ci sono appaiono incoerenti e non chiare, i figli si gestiscono da soli→ maggior rischio di comportamenti devianti in adolescenza, scarsa fiducia in se stesso e minore maturità intellettiva.</li>
<li><strong>Compiti di sviluppo come figli: </strong>rinegoziazione delle relazioni ed i confini rispetto alle famiglie d’origine, in virtù dell’acquisizione dello stesso ruolo genitoriale;</li>
<li><strong>Ridefinire i rapporti con l’ambiente esterno: </strong>la coppia deve rinegoziare e modificare le relazioni con il contesto d’appartenenza (amici, lavoro) in base alle nuove esigenze della famiglia.</li>
</ul>
<p>Che ne pensate di questi compiti evolutivi? Avete trovato una qualche difficoltà nell’affrontarli?</p>
<p>La prossima volta parleremo della famiglia con bambini nell’età dell’infanzia.</p>
<p>Raccontateci la vostra esperienza!</p>
<p>Buona Navigazione!</p>
<p>Dott.ssa Michela Giacinti</p>
<p>Psicologa-Psicoterapeuta</p>
<p>www.michelagiacinti.it</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Allattamento materno: Arriva il latte!!</title>
		<link>http://blog.corsopreparto.com/allattamento-materno-arriva-il-latte/</link>
		<comments>http://blog.corsopreparto.com/allattamento-materno-arriva-il-latte/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 09:39:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ostetrica Fabiola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allattamento]]></category>
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		<category><![CDATA[ossitocina e allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[produzione di latte materno]]></category>
		<category><![CDATA[prolattina]]></category>

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		<description><![CDATA[Care Mamme, spesso in gravidanza il volume del seno aumenta e negli ultimi mesi una piccola secrezione di liquido trasparente esce (se stimolato) dal capezzolo&#8230; è il colostro.
Questo è l&#8217;effetto degli ormoni della gravidanza,  ma tutto ciò potrebbe anche non avvenire  e non è assolutamente un&#8217;indicazione su come andrà l&#8217;allattamento&#8230;.perché tutte queste modificazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Care Mamme, spesso in gravidanza il volume del seno aumenta e negli ultimi mesi una piccola secrezione di liquido trasparente esce (se stimolato) dal capezzolo&#8230; è il <strong>colostro.</strong></p>
<p>Questo è l&#8217;effetto degli ormoni della gravidanza,  ma tutto ciò potrebbe anche non avvenire  e non è assolutamente un&#8217;indicazione su come andrà l&#8217;allattamento&#8230;.perché tutte queste modificazioni sono soggettive quindi diverse per ogni donna, e possono anche essere diverse da gravidanza a gravidanza nella stessa donna&#8230;per fortuna non siamo tutti uguali!</p>
<p>Il colostro è il primo alimento del neonato,il suo colore è sul giallo e anche se nei primi giorni è in piccole quantità fornisce un concentrato di nutrienti al bimbo,  è molto ricco di proteine, di sali minerali e anche di qualcosa di più prezioso: <strong>gli anticorpi</strong>&#8230;infatti il colostro è ricco di anticorpi della mamma che aiutano il neonato così indifeso. Inoltre il colostro ha un effetto lassativo per aiutare il neonato ad espellere il meconio (prime feci molto dense).</p>
<p>Dopo circa 3-5 giorni dalla la nascita arriva la <strong>montata lattea</strong> che si va ad aggiungere al colostro  formando il primo latte o meglio quello che è chiamato “latte di transizione” che dopo circa 2 settimane diventa, appunto,<strong> il latte della mamma.</strong></p>
<p>Alla base di tutte queste variazioni sia quelle fisiche della donna sia quelle che portano alla produzione di latte c&#8217;è un meccanismo ormonale complesso. Il riflesso ormonale grazie al quale si produce latte vede coinvolti vari ormoni ma i  protagonisti sono 2  : l&#8217;ossitocina  e la prolattina.</p>
<p>Quando il bimbo poppa aumenta l&#8217;ossitocina, che permette al latte di uscire dal seno, e anche  la prolattina che è responsabile della produzione di latte&#8230; perciò quando il neonato, attraverso la suzione,  lo richiede il latte che si trova negli alveoli esce e ne viene prodotto subito  altro.</p>
<p>Quindi le mammelle non sono un semplice “contenitore di latte” ma bensì ne sono il <strong>“PRODUTTORE” </strong>che è una cosa completamente diversa perché risponde alla richiesta che ne viene fatta&#8230;quindi più il neonato poppa,  più latte viene prodotto, <strong>una mamma che allatta non può mai avere il seno vuoto&#8230;</strong>può sembrarlo quando il bimbo si attacca molto spesso perché sembra morbido, <strong>ma non è vuoto!</strong> A quale mamma non è venuto questo dubbio?</p>
<p>E&#8217; successo anche a me &#8230;nei primi 3-4 mesi il neonato vuole poppare spessissimo, le mammelle sono morbidissime e non sembra possa uscire del latte e quindi si può pensare che stia andando via&#8230; ma non è così! Se il bimbo richiede spesso di essere attaccato è perché ne ha bisogno e sta facendo il suo lavoro cioè stimolare mamma a produrre più latte per lui.</p>
<p>L&#8217;allattamento materno non ha una scadenza, prosegue fino a quando mamma e bambino lo desiderano e ne traggono benessere.</p>
<p><strong>Le linee guida sull&#8217;allattamento materno,</strong> i documenti dell<strong>&#8216;Organizzazione Mondiale della Sanità</strong>, dell&#8217;<strong>UNICEF</strong> e di tutte le organizzazioni professionali a tutela dell&#8217;allattamento materno raccomandano l&#8217;allattamento esclusivo (senza aggiunta di nessun alimento esterno ne liquido ne solido) per almeno 6 mesi dalla nascita, un allattamento prevalente fino ad 1 anno e anche dopo l&#8217;introduzione di molteplici cibi solidi consigliano di continuare l&#8217;allattamento fino a 2 anni e oltre.</p>
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		<title>Il Matrimonio</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 11:01:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dottoressa Giacinti</dc:creator>
				<category><![CDATA[La rubrica della psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[adattamento]]></category>
		<category><![CDATA[compiti evolutivi]]></category>
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		<category><![CDATA[famiglia d'origine]]></category>
		<category><![CDATA[fasi del ciclo vitale]]></category>
		<category><![CDATA[matrimonio]]></category>
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		<description><![CDATA[ 

Care mamme e cari papà,
la volta scorsa abbiamo elencato le fasi del ciclo vitale di una famiglia, ma quali sono i “compiti evolutivi” che una famiglia si trova ad affrontare in ognuna di esse? 
Oggi parliamo del “matrimonio” come quel processo dinamico e continuo che segna il primo passo della costruzione di una famiglia.
Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><a href="http://blog.corsopreparto.com/wp-content/uploads/2012/02/clip_image0021.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-743" style="border: 0pt none; margin: 0px 5px;" title="clip_image002" src="http://blog.corsopreparto.com/wp-content/uploads/2012/02/clip_image0021.jpg" alt="matrimonio" width="110" height="74" /></a></p>
<p>Care mamme e cari papà,</p>
<p>la volta scorsa abbiamo elencato le fasi del ciclo vitale di una famiglia, ma <strong>quali sono i “<em>compiti evolutivi</em>” che una famiglia si trova ad affrontare in ognuna di esse? </strong></p>
<p>Oggi parliamo del “<em>matrimonio</em>” come quel processo dinamico e continuo che segna il primo passo della costruzione di una famiglia.</p>
<p><em>Il matrimonio è definito come il risultato di un delicatissimo lavoro di costruzione, mediazione e traduzione dei desideri e bisogni individuali, delle storie e culture di entrambe le famiglie e di tutte quelle norme, dei valori e dei vincoli sociali del contesto socio-culturale di appartenenza (M. Malagoli Togliatti, A. Lubrano Lavadera, 2002).</em></p>
<p>In parole povere … ogni volta che vi trovate a discutere su come e dove passare le vacanze di Natale, a quale pranzo domenicale andare … state facendo proprio questo lavoro di <em>costruzione, mediazione </em>e<em> traduzione</em> dei bisogni vostri e del partner, di quelli delle due famiglie d’origine e delle norme civili e culturali del vostro contesto d’appartenenza!</p>
<p><strong>Quali sono i compiti evolutivi che questa fase ci riserva?</strong></p>
<p>Sono essenzialmente due … pochi ma molto complessi!</p>
<ol>
<li><strong>Adattamento alla vita di coppia</strong>: come affrontare e risolvere i      problemi pratici relativi all’organizzazione della vita quotidiana; la      definizione dei ruoli e la gestione dei conflitti. Se questi compiti sono      assolti con successo, ciascun partner percepirà un senso di reciprocità e      collaborazione, prendendosi le proprie responsabilità e dando un      contributo al mantenimento di un sano equilibrio affettivo, senza però perdere      la propria individualità;</li>
<li><strong>I rapporti con le famiglie d’origine</strong>: il matrimonio coinvolge non      solo due singoli individui, ma anche due famiglie d’origine. La coppia      coniugale deve cercare di fondere le due culture d’appartenenza in una      sola. E’ la coppia che deve “decidere” quali aspetti conservare e quali no      delle rispettive famiglie d’origine, creando una nuova e unica famiglia,      comunque diversa ed unica rispetto a quelle d’appartenenza. E’ la nuova      coppia che deve creare e mantenere dei confini con le famiglie d’origine,      mantenendo però un equilibrio tra la “lealtà” verso di esse e verso il      proprio partner.</li>
</ol>
<p><strong>Come vi sembrano questi compiti evolutivi?</strong> Sicuramente sono molto complessi e faticosi ma se nella coppia esiste un sano dialogo e rispetto l’uno dell’altra, si possono affrontare con serenità. In caso di difficoltà, invece, si può sempre richiedere un sostegno esterno ed una <em>psicoterapia di coppia</em>. A volte è necessario “imparare” a comunicare le proprie emozioni per risolvere quelle difficoltà che appaiono così insormontabili e difficili da gestire!</p>
<p>Voi cosa ne pensate?</p>
<p>Buona navigazione!</p>
<p>Dott.ssa Michela Giacinti</p>
<p>Psicologa &#8211; Psicoterapeuta</p>
<p>giacinti.michela@gmail.com</p>
<p>www.michelagiacinti.it</p>
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		<title>Allattamento materno:Avrò abbastanza latte?</title>
		<link>http://blog.corsopreparto.com/allattamento-maternoavro-abbastanza-latte/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 09:05:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ostetrica Fabiola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[Il bambino]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento materno]]></category>
		<category><![CDATA[allattare]]></category>
		<category><![CDATA[avere latte]]></category>
		<category><![CDATA[la suzione del neonato]]></category>
		<category><![CDATA[latte materno]]></category>
		<category><![CDATA[neonato e latte]]></category>

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		<description><![CDATA[John Bowlby un ricercatore ha scritto che Per i primati poppare ha 2 scopi distinti, uno è di tipo nutritivo, l&#8217;altro è ciò che si chiama attaccamento, un termine che descrive il complesso percorso lungo il quale un neonato impara ad avere fiducia e a dipendere dagli altri esseri umani, soprattutto da sua madre. “Ognuna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.corsopreparto.com/wp-content/uploads/2012/02/clip_image002.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-730" style="border: 0pt none; margin: 5px;" title="clip_image002" src="http://blog.corsopreparto.com/wp-content/uploads/2012/02/clip_image002.jpg" alt="allattamento" width="168" height="112" /></a>John Bowlby un ricercatore ha scritto che </em><em><strong>Per i primati poppare ha 2 scopi distinti, uno è di tipo nutritivo, l&#8217;altro è ciò che si chiama attaccamento,</strong></em><em> un termine che descrive il complesso percorso lungo il quale un neonato impara ad avere fiducia e a dipendere dagli altri esseri umani, soprattutto da sua madre. “Ognuna di queste funzioni è importante di per se&#8230;.e ritenere che la nutrizione sia di importanza primaria e che l&#8217;attaccamento sia solo un elemento secondario sarebbe un errore&#8230;&#8230;..” il semplice succhiare, grazie all&#8217;abbraccio fra madre e bambino, si trasforma nell&#8217;atto completo dell&#8217;allattamento, dove c&#8217;è il dare e l&#8217;avere e c&#8217;è totale comprensione fra madre e figlio” </em> Tratto dal libro “Allatti ancora?” di Norma Jane Bumgarner ( LLL)</p>
<p>Buongiorno amiche e amici con questa piccola introduzione volevo iniziare questo post  per parlare di “latte di mamma” e cioè allattamento.</p>
<p>Una delle paure più grandi di una donna in gravidanza riguarda proprio la sua capacità e “possibilità” di allattare il suo bambino, devo dire che le domande legate al timore di non riuscire ad allattare sono veramente le più frequenti soprattutto quando la gravidanza sta per giungere al termine, ecco&#8230;vorrei tranquillizzare tutte le donne perché l&#8217;allattamento al seno non è un “privilegio riservato a pochi”&#8230; E si! Belle PANCE non c&#8217;è nessun motivo reale per cui una donna sana non possa allattare! Il meccanismo di produzione del latte dipende esclusivamente dagli ormoni e da un elemento fondamentale che è il vero motore di tutto il meccanismo fisiologico e cioè: LA SUZIONE DEL NEONATO!</p>
<p>Le nostre mammelle sono delle ghiandole, come quelle di tutti i mammiferi, rispondono a degli stimoli&#8230;avete mai visto la femmina di un animale tipo gatto o cane preoccuparsi sulla sua capacità di allattare la propria cucciolata?   Beh&#8230;io NO!</p>
<p>Infatti la mamma gatta, per esempio, dopo il parto pulisce i suoi cuccioli e poi si distende vicino a loro in modo da permettere che l&#8217;istinto li guidi&#8230;.perciò mamme la parola d&#8217;ordine è <strong>FIDUCIA!</strong> Si, fiducia in voi stesse, nei vostri piccoli e nel vostro corpo, a volte farsi guidare dall&#8217;istinto è la cosa migliore!</p>
<p>In realtà la cosa che aiuta molto un buon avvio di allattamento è che subito dopo il parto la neo mamma possa stare più tempo possibile con il suo piccolo sia per avviare subito il processo del bonding e dell&#8217;attaccamento sia per iniziare sin dalle prime ore di vita ad attaccare il bambino al seno, infatti quando il neonato  si attacca da lo stimolo principale per permettere nei giorni successivi la<span style="text-decoration: underline;"> giusta produzione di latte. </span></p>
<p>Quindi  dopo  la nascita , è bene, stare vicino al nuovo arrivato, <strong>coccolatelo, stringetelo e allattatelo quando lo richiede</strong> questo è il modo migliore per permettere alla natura di fare il suo corso. Piano piano nei giorni il colostro, che esce in piccole quantità all&#8217;inizio, aumenta, per poi diventare “latte di transizione” cioè  un misto di colostro e latte e a distanza di un paio di settimane diventa <strong>“latte di mamma”.</strong></p>
<p>Quando siete con il vostro cucciolo fidatevi di lui, i neonati vivono d&#8217;istinto e ogni loro comportamento ha una motivazione&#8230;<strong>fatevi guidare</strong> e attivate “il vostro istinto materno”.</p>
<p>L&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità nei “I 15 diritti della partoriente” del 1986 ha toccato gli elementi  fondamentali per l&#8217;allattamento materno, infatti gli ultimi 5 punti di questo documento suggeriscono di incoraggiare l&#8217;allattamento, di non separare mamma e bimbo, di far avviare un allattamento a richiesta e inoltre affermano che  “<span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Il latte materno è l’alimento ideale per il neonato ed è completo”</strong></em></span></span></span></p>
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		<title>Il Ciclo Vitale della Famiglia</title>
		<link>http://blog.corsopreparto.com/706/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 17:02:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dottoressa Giacinti</dc:creator>
				<category><![CDATA[La rubrica della psicologa]]></category>
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		<description><![CDATA[Care mamme e cari papà,
vi siete mai chiesti cosa significhi essere una &#8220;famiglia&#8221; e quali siano i &#8220;compiti evolutivi&#8221; che essa deve affrontare? Generalmente si conoscono molto bene le fasi di sviluppo di un individuo, ma quelle di una famiglia quali sono?
Generalmente queste fasi evolutive sono segnate dall&#8217;ingresso di un nuovo membro (ad es., la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.corsopreparto.com/wp-content/uploads/2012/01/clip_image0021.jpg"><img class="size-full wp-image-710 alignleft" style="margin: 0px 5px; border: 0pt none;" title="clip_image002" src="http://blog.corsopreparto.com/wp-content/uploads/2012/01/clip_image0021.jpg" alt="simpson" width="109" height="117" /></a>Care mamme e cari papà,</p>
<p>vi siete mai chiesti cosa significhi essere una &#8220;famiglia&#8221; e quali siano i &#8220;<strong>compiti evolutivi</strong>&#8221; che essa deve affrontare? Generalmente si conoscono molto bene le <strong>fasi di sviluppo</strong> di un individuo, ma quelle di una famiglia quali sono?</p>
<p>Generalmente queste fasi evolutive sono segnate dall&#8217;<strong>ingresso</strong> di un nuovo membro (ad es., la nascita di un figlio), dall’<strong>uscita </strong>e/o perdita di un suo componente (ad es., l&#8217;uscita di casa dei figli per una vita autonoma o il decesso di un suo membro).</p>
<p>Fin qui tutto chiaro, ma quali sono le fasi e i compiti evolutivi che una famiglia si trova ad affrontare nel corso del suo ciclo vitale?</p>
<p>Per ora mi limiterò ad elencarle tutte, poi prossimamente le analizzeremo una ad una!</p>
<ul>
<li><strong>Matrimonio o convivenza</strong>: coppia senza figli/ impegno reciproco e      acquisizione del ruolo di coniuge o partner convivente;</li>
<li><strong>Nascita di un figlio</strong>: acquisizione del ruolo di genitori,  accettazione e crescita del figlio;</li>
<li><strong>Famiglia con bambino      piccolo</strong>: età prescolare, introduzione      del figlio in agenzie educative esterne (nido e/o scuola dell&#8217;infanzia);</li>
<li><strong>Famiglia con bambino in      età scolare</strong>:      introdurre il figlio a scuola, affrontare i compiti evolutivi e cognitivi      che lo studio comporta;</li>
<li><strong>Famiglia con figli      adolescenti</strong>: affrontare      i problemi dell&#8217;adolescenza, preparazione al futuro svincolo del figlio</li>
<li><strong>Famiglia con figli      adulti</strong>: svincolo del figlio dalla      famiglia (i figli vanno a vivere fuori casa), accettazione della maturità      e del distacco dai figli;</li>
<li><strong>Coppia di mezza età</strong>: il &#8220;nido vuoto&#8221;, ritorno alla vita di      coppia, pensionamento;</li>
<li><strong>Coppia anziana</strong>: affrontare i cambiamenti legati alla vecchiaia      ed i pensieri legati alla morte.</li>
</ul>
<p>Ognuna di queste fasi è caratterizzata da compiti evolutivi  “<strong>normativi</strong>”, cioè aspettati e preventivati, come l’adolescenza ed il  matrimonio di un figlio, e da eventi “<strong>paranormativi</strong>”, ossia quegli  eventi critici ed inaspettati (morti improvvise, malattie etc…) che  possono minare la sana e corretta evoluzione familiare.</p>
<p>Per ognuno di questi eventi, normativi e non, la famiglia si trova a  dover sempre modificare un equilibrio per trovarne uno maggiormente  funzionale al compito evolutivo richiesto.</p>
<p>E’ il superamento di queste criticità ed il raggiungimento di un  nuovo <strong>equilibrio</strong>, che permette alla famiglia di passare alla fase  evolutiva successiva del ciclo vitale. Non è, però, sempre facile! La  famiglia è sempre costretta a modificare equilibri e ruoli in modo a  volte troppo veloce ed inaspettato e spesso, non tutti i membri della  famiglia sono pronti a farlo. Per questo motivo, spesso un <strong>sostegno psicologico</strong> familiare e/o di coppia può sostenere la famiglia in una fase particolarmente complessa!</p>
<p>E voi&#8230;in quale fase del ciclo vitale vi trovate?</p>
<p>Raccontateci la vostra storia, potrete scoprire che anche altri genitori si trovano nelle vostre stesse difficoltà e magari&#8230;potrete aiutarvi a vicenda!</p>
<p>Per qualsiasi informazione contattatemi!</p>
<p>Dott.ssa Michela Giacinti</p>
<p>Psicologa-Psicoterapeuta</p>
<p>giacinti.michela@gmail.com</p>
<p>www.michelagiacinti.it</p>
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		<title>Forza Papà!</title>
		<link>http://blog.corsopreparto.com/forza-papa/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 14:41:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dottoressa Giacinti</dc:creator>
				<category><![CDATA[La rubrica della psicologa]]></category>
		<category><![CDATA[attaccamento alla madre]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[gelosia]]></category>
		<category><![CDATA[madre-bambino]]></category>
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		<description><![CDATA[Care mamme,
abbiamo parlato molto del legame tra voi ed il vostro bambino&#8230;ma dei papà non parliamo mai?
I futuri papà spesso si sentono esclusi durante la gravidanza&#8230;non sanno cosa fare e sopratutto come fare qualcosa per sostenere la futura mamma!Mi capita spesso di parlare con coppie di futuri genitori in cui la mamma lamenta disattenzioni da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Care mamme<a href="http://blog.corsopreparto.com/wp-content/uploads/2012/01/clip_image002.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-701" style="border: 0pt none; margin: 0px 5px;" title="clip_image002" src="http://blog.corsopreparto.com/wp-content/uploads/2012/01/clip_image002.jpg" alt="papa bambino" width="111" height="82" /></a>,</p>
<p>abbiamo parlato molto del legame tra voi ed il vostro bambino&#8230;ma dei <strong>papà non parliamo mai?</strong></p>
<p>I futuri papà spesso si sentono esclusi durante la gravidanza&#8230;non sanno cosa fare e sopratutto come fare qualcosa per sostenere la futura mamma!Mi capita spesso di parlare con coppie di futuri genitori in cui la mamma lamenta disattenzioni da parte del papà, mentre quest&#8217;ultimo si &#8220;giustifica&#8221; dicendo che &#8220;la gravidanza è della mamma, io mi attiverò quando nascerà il bambino!&#8221; D&#8217;altronde i papà non hanno tutti i torti&#8230;vedono la propria moglie cambiare dal punto di vista fisico ed emotivo; la mamma può sentire i movimenti del bambino, lo sente crescere dentro di sè, mentre il papà per sentire un piccolo calcio deve fare dei veri e propri &#8220;appostamenti&#8221;.</p>
<p>Spesso i papà sono &#8220;<strong>gelosi</strong>&#8221; di questo legame così profondo tra madre e figlio, sentendosi esclusi e a volte di troppo! Poveri papà!!</p>
<p><strong>Come possiamo aiutarli? </strong></p>
<p>Generalmente quello che consiglio alle coppie è di parlarsi e di <strong>comunicare</strong> tra loro il più possibile i propri sentimenti ed emozioni, sia positive sia negative. Se il papà si sente &#8220;inutile&#8221; ed &#8220;impotente&#8221; di fronte alla pancia che cresce è meglio che lo dica alla propria compagna&#8230;solo in questo modo  non si sentirà più solo ed escluso! La mamma dal canto suo, può e deve rendere partecipe il marito di ciò che sta accadendo: descrivere le sue sensazioni, descrivere cosa sente dentro di sè, fare in modo che il papà si senta utile&#8230;anche perchè i papà sono fondamentali prima e dopo il parto! Solo un marito è in grado di sostenere gli &#8220;sbalzi d&#8217;umore&#8221; di una donna incinta, solo lui andrà la notte a comprare i cibi più insoliti per soddisfare le voglie della futura mamma, solo lui sarà il padre ed in quanto tale anche per lui il diventare papà comincia sin dal concepimento&#8230;proprio come per la mamma! Non è vero che un uomo diventa padre dopo il parto, ma così come per la futura mamma anche il papà durante la gravidanza ha delle fantasie, delle elaborazioni rispetto al proprio passato, dei pensieri riguardo al diventare padre che spesso spaventano!</p>
<p>La coppia può e deve affrontare insieme ogni singolo passaggio di una gravidanza in modo tale che mamma e papà siano ancora più &#8220;<strong>squadra</strong>&#8221; una volta che nascerà il bambino! Non si nasce genitori, ma lo si diventa! Crescere insieme vuol dire anche questo!</p>
<p>E&#8217; difficile lo so, ma solo in questo modo la coppia può diventare ancora più solida e pronta ad accogliere un nuovo membro!</p>
<p>La prossima volta affronteremo i &#8220;<strong>compiti</strong>&#8221; che una coppia deve affrontare nel corso del ciclo vitale di una famiglia che cresce!</p>
<p>Per qualsiasi chiarimento e curiosità contattatemi senza esitazioni!</p>
<p>Buona navigazione!</p>
<p>Dott.ssa Michela Giacinti</p>
<p>Psicologa-Psicoterapeuta</p>
<p>www.michelagiacinti.it</p>
<p>giacinti.michela@gmail.com</p>
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